I SERVI DI DIO CONIUGI BERNARDINI SERGIO E DOMENICA

Ringraziamo Don Paolo di averci dato l'opportunità di illustrare la vita esemplare dei coniugi Bernardini nel giorno della famiglia nella sua Chiesa nel corso di questa bella cerimonia in cui coniugi celebrano il giorno della loro unione.
La Chiesa con i suoi ministri e i sacerdoti ci propone ogni domenica letture del Vangelo e della Bibbia quale insegnamento per condurre una vita autenticamente cristiana.
In questo ci aiutano anche i santi con il loro esempio. Alcuni di questi sono indicati dalla Chiesa proprio come coniugi e di conseguenza più vicini a noi perché hanno condotto una vita di coppia edificante. Coppia unita dal sacramento del matrimonio.
Mia moglie Anna e io siamo anche noi coniugi da 45 anni e desideriamo illustrarvi i Servi di Dio coniugi Bernardini Sergio e Domenica Bedonni per i quali è in corso il processo di beatificazione e canonizzazione e di cui siamo i segretari del comitato e membri della commissione storica.
In questa breve esposizione darò solo alcuni cenni della loro vita perché tutte le informazioni dettagliate sulla loro storia, i pensieri ecc. sono sui libretti e i documenti che troverete qui in chiesa.
Essi erano anche terziari francescani e genitori di due frati cappuccini ed è bello ricordarli proprio in questa chiesa dedicata a San Francesco.
I coniugi Bernardini sono nati e vissuti in provincia di Modena e precisamente nell’ Appennino modenese a Verica di Pavullo nel Frignano.
Dalla lettura delle loro lettere (più di 600)scritte ai figli missionari sparsi nei cinque continenti, abbiamo avuto molto sostegno e conforto che crediamo sia doveroso condividere con voi i loro pensieri di fede nell'affrontare le difficoltà, i problemi di lavoro, le relazioni con gli altri, nell'unità del matrimonio.
Sergio si sposa la prima volta ed è padre di tre figli ma in soli quattro anni perde tutta la sua famiglia compresi i genitori e l'unico fratello. Sopporta tutto in nome del Signore ma costretto ad emigrare negli Stati Uniti per pagare i debiti, lavora in miniera subisce un incidente grave, ma guarito torna a casa perché dice: temevo per la mia fede.
Incontra Domenica Bedonni, che anche lei aveva avuto in precedenza un fidanzato che perse per malattia, nel 1914 si sposano ed hanno dieci figli, otto bambine di cui sei in seguito si consacreranno al Signore quali Suore, cinque Paoline Missionarie e due maschi Frati Cappuccini, le altre due si sposeranno.
La loro vita coniugale passa tra le due guerre mondiali e durante la seconda la loro casa si trova proprio lungo il fronte per cui si trovano via via ad ospitare militari e partigiani di entrambi gli schieramenti. Sono sempre stati rispettati da tutti e loro hanno dato sempre ospitalità generosa.
Una granata ferisce gravemente la figlia Paola e sarà un ufficiale medico tedesco ad estrarre la scheggia a un cm dal cuore salvandola.
Per loro il primo posto, il primo pensiero è Dio, fare la sua volontà, iniziare il mattino con la preghiera, poi prima dei pasti, alla sera il rosario e infine il ringraziamento prima del riposo notturno.
La domenica la S.Messa era un appuntamento inderogabile senza preoccuparsi del lungo cammino magari con la neve e il ghiaccio d’inverno, non accampavano scuse. Sergio era il primo a recarvisi e l’ultimo ad uscire, un giorno gli chiesero come mai rimaneva così a lungo dopo e lui rispose: “ che quegli attimi in silenzio, dopo la benedizione ricevuta erano per lui….meravigliosi più di tante cerimonie…” e sorridendo non lasciava trapelare altro.
Di fronte alle difficoltà e ai lutti numerosi non perdeva mai la sua seraficità diceva che faceva la volontà del Signore perché: “ Lui sa quello che fa anche quando per noi è incomprensibile…” e aggiungeva: “ non ho mai aggiunto una preghiera in più a quelle che solitamente dico e diciamo nel corso della giornata per questo o quel motivo…” tanta era la sua fiducia in Dio.
Le lettere ai figli contengono raccomandazioni per la loro salute, gli studi e aiuti alla loro vocazione terminando sempre con l’esortazione a fare tutto per “Gesù” e con…. “avrete poi tutto il tempo per riposare e rallegrarvi in cielo con Lui”. La felicità su questa terra è relativa ma mamma Domenica diceva che un po’ di paradiso lo godeva anche qui perché gioiva del fatto che i suoi figli andassero …”a fare del bene per il mondo “ Lei che li aveva visti piccoli e poi solo due volte tutti assieme nel corso della vita! Ma lei ripeteva che “Il Signore ci ha tanto benedetti non lo ringrazieremo mai abbastanza.”
Con la sua magra pensione mantenne negli studi un seminarista africano che oggi è arcivescovo in Nigeria e venne consacrato vescovo a 33 anni nel 1971 l’anno della sua morte.
L’accoglienza per loro era più che un dovere, una gioia e Mamma Domenica metteva sempre da parte qualcosa per i poveri; prestava sempre la sua attenzione anche a quelli che avevano necessità per un consiglio una buona parola un conforto anche ospitalità, tutti sapevano di poter contare su di loro.
Un giorno la casa di un vicino andò a fuoco e Sergio e Domenica si prestarono ad aiutarli come potevano andando anche a chiedere in prestito o a questuare presso parenti ed amici per loro.
La Fede, la Speranza e la Carità erano il loro credo!
Sergio infatti diceva: ”Per me la preghiera più bella è la carità”
La loro fiducia incrollabile nella provvidenza che ha contraddistinto tutta la loro vita e il ringraziamento e la loro fiducia nel Signore, col loro amore reciproco, hanno veramente tanto da insegnare agli uomini e alle donne del nostro tempo: una coppia di laici autenticamente cristiani che hanno posto nelle mani
di Dio, di Cristo e della Madonna la loro vita ma che hanno lavorato instancabilmente nei campi e nella vigna del Signore.
Noi coniugi abbiamo trovato nuova energia e un esempio luminoso da seguire; ci hanno confermato che il legame coniugale quando benedetto dal Signore troverà sempre il Suo aiuto nelle difficoltà, basta affidarsi semplicemente a Lui.
I servi di Dio Sergio e Domenica sono una grande testimonianza per tutti i coniugi cristiani e non…e potranno essere un modello a cui ispirarsi, specie per tutti quelli che non sono sotto i riflettori dei giornali o delle televisioni ma desiderano essere come loro: semplici e modesti ma retti e eroici cristiani, attivi collaboratori di Dio e della Chiesa.
Terminiamo con un esempio eloquente di questi tempi: a chi faceva notare a Sergio che attendere a vendere i suoi prodotti della terra al mercato poteva significare guadagnare di più, rispondeva,: “e chi ne ha bisogno adesso, non può mica attendere….”. Il suo pensiero andava ai problemi degli altri e non al proprio tornaconto!
Questo era Sergio, e non viveva nell’abbondanza…… .

30 Dicembre 2011